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mercoledì 1 marzo 2017

Giorno ventinove: il primo gelato.

Giorno ventinove, esattamente un mese fa, il primo Febbraio, ho aperto questo blog nell'utopico tentativo di trovare almeno una ragione al giorno per essere felice.
Ci sono stati giorni in cui è stato addirittura difficile scegliere perché di bellezza ne avevo così tanta intorno che ho dovuto sforzarmi per concentrarmi su una sola cosa da raccontare. Ma ce ne sono stati altri in cui tutto era così grigio e duro che credevo che non avrei trovato nemmeno un solo motivo per sorprendermi ancora e invece, puntualmente, venivo smentita: la magia era lì, nascosta tra le ore della giornata che avevo davanti ed eccola arrivare, quando ormai non me l'aspettavo più.

Giorno ventinove: primo Marzo.

Marzo è un mese che amo perché sa di ritorno alla vita.
La primavera è il momento dell'anno che più di qualunque altro ci riempie di nuovo le mani di energia e di voglia di ripartire. Marzo è anche il mese del mio compleanno e credo che non sia un caso. Sono nata un giorno dopo l'arrivo della primavera: non potevo che essere come sono, costantemente in rinascita dopo l'ennesimo inverno.

Primo Marzo, è così bello anche perché arriva dopo il mese che più detesto: Febbraio, corto e amaro e quest'anno più che mai.

Primo Marzo, anticipo di cieli pieni.

Stamattina aprendo la finestra ho respirato con sorpresa il profumo di una giornata tiepida. Ero così felice che me ne sono tornata a letto a rigirarmi nel piumone mentre da fuori entravano la luce e l'odore di qualcosa che si aspetta da tempo.
E passeggiando nel tepore delle due del pomeriggio, dopo un'intensissima ora di piscina, ho deciso di regalarmi il primo gelato della stagione per festeggiare l'arrivo di una nuova epoca.
Il primo gelato della stagione segna da sempre un momento di passaggio: mentre assaporavo il mio cono già tornavano alla mente le lunghe passeggiate tra le mie colline, le serate che non finiscono mai tra i tavoli dei déhors, la bici che potrò finalmente liberare dalla polvere della cantina, il viso che riprende a fiorire di lentiggini.

Ed ecco che in un attimo ogni cosa è tornata a brillare, nella perfezione di una semplice giornata di primavera anticipata.





mercoledì 15 febbraio 2017

Giorno quindici: il cosmo ci parla.

Così capita che d'improvviso torni il sole.
Quando ormai non ci credi più, anzi, nemmeno ci pensi, spunta il cielo. L'aria inizia a profumare di primavera, torni a sentire la voglia di camminare, di uscire, di vivere più che mai.

E mentre te ne vai al lavoro, con la testa piena di pensieri e un inatteso buonumore che sa di Marzo prematuro, ti guardi intorno e ti ricordi che ci sono tantissimi motivi per sorridere.

Il più divertente è che noti una scritta che da un po' non vedevi più.
Eppure era sotto i tuoi occhi tutti i giorni, eppure era bella chiara, eppure parlava di te e a te.
Sì, parlava a te, soprattutto.

E quella casualità ti fa ricordare che forse te lo devi proprio tatuare da qualche parte, che magari, tutte le persone che ti dicono che sei straordinaria, in fondo vedono qualcosa in te che tu non vedi, qualcosa che esiste, qualcosa di bello che dovresti smettere di negare e in cui iniziare a credere.

Prometti a te stessa che non te ne scorderai mai più, vuoi farlo, sai che devi farlo.
Sai che le uniche promesse importanti sono quelle che facciamo a noi stessi, ti sei anche regalata un anello per non scordartelo. Quell'anello è lì, legato indissolubilmente al tuo dito ed ogni volta che lo vedi luccicare al sole con il suo colore pieno di vita e di imperfetta bellezza, è lì per ricordarti solo una cosa:





https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc