Quando metto piede in un posto nuovo, più di qualsiasi altra cosa, amo crearmi un mio personale percorso di scoperta di quel luogo che sia però lontano dalla logica del giro turistico più classico.
Mi piace assaporare con lentezza i ritmi di quell'angolo di mondo sconosciuto, fingendo di essere un suo abitante e quindi camminare moltissimo per le strade mischiandomi alla gente, perder tempo nei bar osservando gli avventori, andare a rovistare tra i tesori dei mercati delle pulci, mangiare in ristoranti con i menù scritti in una sola lingua (in alcuni casi sperando di essere in compagnia di amici del posto!)
In questi miei giri che seguono la mappa delle mie banalissime passioni, cerco di non programmare troppo le varie tappe, ma lascio che a guidarmi sia un po' il susseguirsi stesso degli eventi, prestando un' attenzione -quasi maniacale- ai piccoli segni che, inevitabilmente, troverò durante la mia esplorazione.
Perché so già che li troverò, come sempre.
Non è difficile, io credo che succeda a chiunque, solo che non tutti ci fanno caso.
Da sempre, ho una sorta di magnetismo nel trovare sul mio cammino piccole sorprese che sembrano parlarmi e darmi conferma del fatto che sì, sto andando nella direzione migliore.
Si tratta di oggetti, spesso dimenticati o abbandonati, di dettagli, di angoli che ai più possono forse risultare insignificanti, ma che nel mio privato abecedario sentimentale hanno una loro precisa collocazione.
Così accade di incappare in un guanto perduto, in biglietti scritti a mano con numeri di telefono o liste della spesa, in murales bizzarri, in monete, anelli, manifesti di film e via dicendo, tutti con qualcosa da dirmi.
Oggi, passeggiando con una guida speciale tra le vie di un quartiere piuttosto singolare e molto affascinante, è stata una sorpresa dopo l'altra: un murales che parla da sé, una colorata pubblicità di un bar disegnata sul marciapiede, una carta da dieci di cuori, carta che incita a proseguire sulla propria strada perché si sta andando verso la felicità e simboleggia un momento di transizione.
Così cammino, osservo, mi entusiasmo per i cieli nuovi, per gli occhi di ghiaccio, per i dettagli che mi sembra vogliano parlarmi. E in questo continuo stupore il viaggio prende forma caricandosi di significati tutti da interpretare.
In fondo credo davvero che il cosmo ci parli: basta solo aver la curiosità di ascoltarlo e la leggerezza necessaria per continuare a stupirsi di questa piccola magia.
Un post al giorno per un anno, per riscoprire insieme che ci sono almeno trecentosessantacinque motivi per cui essere felici. Esercizi di stupore quotidiano per non perdere la voglia di cercare ovunque la Bellezza delle piccole cose.
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martedì 28 febbraio 2017
Giorno ventisei: il linguaggio segreto dei segni.
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martedì 14 febbraio 2017
Giorno 14: Un promemoria speciale.
Capita,
a volte,
di dimenticarsi cose piuttosto importanti.
Capita.
A dire il vero a me capita molto spesso.
Ho una memoria abbastanza labile e una soglia dell'attenzione davvero bassa.
Bene, oggi è la festa degli innamorati, lo sappiamo tutti.
Di questo non c'è stato verso di dimenticarmene, nemmeno se lo avessi desiderato con tutta me stessa.
Così arrivando a scuola mi sono imbattuta in due sorprese piuttosto bizzarre che hanno a che fare proprio con San Valentino.
Non appena entrata uno dei miei eroici ottenni mi si avvicina per mostrarmi, finalmente, dopo giorni e giorni di duro lavoro, la lettera d'amore che ha scritto alla sua adorata compagna con tanto di poesia in rima.
La posa orgoglioso sul suo banco, prima che lei entri in classe.
Dopo poco arriva lei che con una terribile espressione di disappunto si accorge della lettera, le getta uno sguardo a metà tra la nausea e l'imbarazzo e dopo avergli dato una lettura veloce, archivia il caso in mezzo al libro di Italiano.
In quel preciso istante guardo lui, qualche banco più in là, con il viso rosso di vergogna e di disperazione affondare tra le mani.
Il dramma dell'amore non corrisposto, il dramma di chiunque abbia amato davvero, almeno una volta.
Durante l'intervallo lei mi confessa che lui non le piace. La invito comunque a ringraziarlo per essere stato così onesto e coraggioso nel suo impavido gesto senza età.
Lei lo fa, con poca convinzione.
Lui torna da me e mi bisbiglia sottovoce: "Maestra, grazie per avermi dato il coraggio di dichiarare il mio amore". Lo fa nonostante la sconfitta, nonostante tutto, lo fa nonostante il nonostante.
Dopo poco lei di nuovo da me, stavolta con un regalo.
Si tratta di un bel disegno: ci sono io e c'è un mio ipotetico fidanzato.
Sono elegante, indosso un bel vestito da sera verde smeraldo. Lui è un po' hypster: barba incolta e ciuffo gellato, jeans aderenti, camicia casual. Mi porge un mazzo di fiori e mi guarda sognante.
Lo guardo e sorrido e penso che nel giro di un paio d'ore, questi due piccoletti mi hanno inconsapevolmente ricordato due cose importantissime di cui troppo spesso mi sono dimenticata: il preservare sempre e comunque il coraggio di amare, nonostante tutti i nonostante e lo smettere di inseguire amori impossibili, lasciando invece, che questa volta, sia qualcun altro a cercare me, che questa volta qualcuno mi ami perché io per prima ho imparato ad amarmi.
https://www.youtube.com/watch?v=6GFvUCcljkM
a volte,
di dimenticarsi cose piuttosto importanti.
Capita.
A dire il vero a me capita molto spesso.
Ho una memoria abbastanza labile e una soglia dell'attenzione davvero bassa.
Bene, oggi è la festa degli innamorati, lo sappiamo tutti.
Di questo non c'è stato verso di dimenticarmene, nemmeno se lo avessi desiderato con tutta me stessa.
Così arrivando a scuola mi sono imbattuta in due sorprese piuttosto bizzarre che hanno a che fare proprio con San Valentino.
Non appena entrata uno dei miei eroici ottenni mi si avvicina per mostrarmi, finalmente, dopo giorni e giorni di duro lavoro, la lettera d'amore che ha scritto alla sua adorata compagna con tanto di poesia in rima.
La posa orgoglioso sul suo banco, prima che lei entri in classe.
Dopo poco arriva lei che con una terribile espressione di disappunto si accorge della lettera, le getta uno sguardo a metà tra la nausea e l'imbarazzo e dopo avergli dato una lettura veloce, archivia il caso in mezzo al libro di Italiano.
In quel preciso istante guardo lui, qualche banco più in là, con il viso rosso di vergogna e di disperazione affondare tra le mani.
Il dramma dell'amore non corrisposto, il dramma di chiunque abbia amato davvero, almeno una volta.
Durante l'intervallo lei mi confessa che lui non le piace. La invito comunque a ringraziarlo per essere stato così onesto e coraggioso nel suo impavido gesto senza età.
Lei lo fa, con poca convinzione.
Lui torna da me e mi bisbiglia sottovoce: "Maestra, grazie per avermi dato il coraggio di dichiarare il mio amore". Lo fa nonostante la sconfitta, nonostante tutto, lo fa nonostante il nonostante.
Dopo poco lei di nuovo da me, stavolta con un regalo.
Si tratta di un bel disegno: ci sono io e c'è un mio ipotetico fidanzato.
Sono elegante, indosso un bel vestito da sera verde smeraldo. Lui è un po' hypster: barba incolta e ciuffo gellato, jeans aderenti, camicia casual. Mi porge un mazzo di fiori e mi guarda sognante.
Lo guardo e sorrido e penso che nel giro di un paio d'ore, questi due piccoletti mi hanno inconsapevolmente ricordato due cose importantissime di cui troppo spesso mi sono dimenticata: il preservare sempre e comunque il coraggio di amare, nonostante tutti i nonostante e lo smettere di inseguire amori impossibili, lasciando invece, che questa volta, sia qualcun altro a cercare me, che questa volta qualcuno mi ami perché io per prima ho imparato ad amarmi.
https://www.youtube.com/watch?v=6GFvUCcljkM
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venerdì 3 febbraio 2017
Giorno tre: la mongolfiera.
Questa mattina andare al lavoro è stato particolarmente difficile: era venerdì e come ogni venerdì i bambini erano incontenibili, stremati, iperattivi, difficili da gestire.
Io anche.
Ad aggravare la situazione un'influenza latente da una settimana circa che ha deciso di esplodere in tutta la sua fastidiosa potenza proprio alle porte del fine settimana, facendomi, tra le altre cose, cancellare ben tre impegni a cui tenevo particolarmente.
Così mi ritrovo qui seduta con la mia tazza fumante di qualcosa che mi illudo possa aiutarmi a star meglio e se penso all'intento di questo mio spazio fatto di parole, mi viene subito in mente un piccolo meraviglioso regalo che ho trovato sulla cattedra a fine intervallo.
Adoro i disegni e le creazioni dei miei piccoletti: la loro capacità di giocare con la fantasia è un balsamo prezioso che mi ricorda l'importanza di proteggere la bambina che ancora porto dentro di me. In questo caso la sorpresa e l'entusiasmo salgono alle stelle per via del soggetto liberamente scelto dall'artista in questione.
Vi racconto: qualche tempo fa, a cena con un'amica, si discute di letture interessanti e finiamo a disquisire di legge dell'attrazione e affini. Mi racconta che in uno dei libri che aveva letto su questo dibattuto argomento, si consigliava al lettore di scegliere un "segno", un oggetto, un simbolo che fosse rappresentativo o importante per sé e che ogni volta che lo si fosse incontrato sul proprio cammino, significava che si stava andando nella direzione giusta. Bene, quella sera stessa scelgo la mongolfiera, istintivamente e senza pensarci troppo. Non ci crederete, ma da quel giorno mi è successo tantissime volte di imbattermi in foto, disegni, immagini televisive e via dicendo rappresentanti il mio segno. Lo so, obbietterete che è perché da quel momento ci ho fatto caso e forse è davvero così, tuttavia sono certa che converrete con me sul fatto che una mongolfiera non è proprio facile da rintracciare come, che so io, una Cinquecento bianca!
Insomma, sarò ingenua, ma mi piace crederci!
Mi piace da sempre mettere un po' di magia alle "finte casualità" della vita. Non ho mai creduto nel caso, quanto piuttosto nel fatto che qualcosa intorno a noi ci parli, ci mandi dei segnali e che stia a noi, attraverso la nostra personalissima grammatica sentimentale, interpretarli, dare un valore ed una collocazione a ogni singolo dettaglio.
Io anche.
Ad aggravare la situazione un'influenza latente da una settimana circa che ha deciso di esplodere in tutta la sua fastidiosa potenza proprio alle porte del fine settimana, facendomi, tra le altre cose, cancellare ben tre impegni a cui tenevo particolarmente.
Così mi ritrovo qui seduta con la mia tazza fumante di qualcosa che mi illudo possa aiutarmi a star meglio e se penso all'intento di questo mio spazio fatto di parole, mi viene subito in mente un piccolo meraviglioso regalo che ho trovato sulla cattedra a fine intervallo.
Adoro i disegni e le creazioni dei miei piccoletti: la loro capacità di giocare con la fantasia è un balsamo prezioso che mi ricorda l'importanza di proteggere la bambina che ancora porto dentro di me. In questo caso la sorpresa e l'entusiasmo salgono alle stelle per via del soggetto liberamente scelto dall'artista in questione.
Vi racconto: qualche tempo fa, a cena con un'amica, si discute di letture interessanti e finiamo a disquisire di legge dell'attrazione e affini. Mi racconta che in uno dei libri che aveva letto su questo dibattuto argomento, si consigliava al lettore di scegliere un "segno", un oggetto, un simbolo che fosse rappresentativo o importante per sé e che ogni volta che lo si fosse incontrato sul proprio cammino, significava che si stava andando nella direzione giusta. Bene, quella sera stessa scelgo la mongolfiera, istintivamente e senza pensarci troppo. Non ci crederete, ma da quel giorno mi è successo tantissime volte di imbattermi in foto, disegni, immagini televisive e via dicendo rappresentanti il mio segno. Lo so, obbietterete che è perché da quel momento ci ho fatto caso e forse è davvero così, tuttavia sono certa che converrete con me sul fatto che una mongolfiera non è proprio facile da rintracciare come, che so io, una Cinquecento bianca!
Insomma, sarò ingenua, ma mi piace crederci!
Mi piace da sempre mettere un po' di magia alle "finte casualità" della vita. Non ho mai creduto nel caso, quanto piuttosto nel fatto che qualcosa intorno a noi ci parli, ci mandi dei segnali e che stia a noi, attraverso la nostra personalissima grammatica sentimentale, interpretarli, dare un valore ed una collocazione a ogni singolo dettaglio.
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